AtWork

AtWork

Cos’è AtWork?

“Vogliamo ispirare una nuova generazione di pensatori”

Simon Njami

AtWork è un format educativo itinerante ideato da lettera27 e Simon Njami. Utilizzando il processo creativo per stimolare il pensiero critico e il confronto fra i partecipanti, AtWork contribuisce alla creazione di una nuova generazione di pensatori. Il nucleo centrale di AtWork è un workshop a tema condotto da un artista o curatore. Il tema prescelto fornisce lo spunto per l’avvio di un dibattito collettivo e di una riflessione individuale su questioni come identità, cultura, comunità, etc.
Il risultato finale è la creazione di un taccuino personalizzato, frutto del processo di elaborazione personale attivato dal workshop. Ogni taccuino ha un carattere e un’identità propria ed è la rappresentazione di un pensiero in azione. I taccuini sono esibiti in una mostra co-curata dai partecipanti stessi. I partecipanti possono scegliere di donare i propri lavori alla collezione di “taccuini d’artista” di lettera27, una straordinaria serie di opere realizzate su taccuini Moleskine da vari artisti, tra cui Bili Bidjocka, Antonio Marras, Maurice Pefura, Sigur Rós, Marina Spadafora, Pascale Marthine Tayou, Giorgio Vigna e molti altri. La collezione è utilizzata per sostenere le attività di lettera27.
Tutti coloro che hanno partecipato ai workshop entrano a far parte della Comunità AtWork, un gruppo internazionale di artisti, intellettuali, studenti, curatori e associazioni culturali, accomunati dalla convinzione che l’arte possa essere uno strumento di trasformazione sociale.

Workshop

Il Workshop

All’inizio del workshop, i partecipanti sono invitati a scrivere la loro interpretazione del tema centrale. Un modo per avviare il processo di riflessione critica all’interno del gruppo, che poi si estenderà all’intera comunità AtWork.
Il workshop ha una durata di 3-5 giorni, durante i quali i partecipanti, guidati dall’artista/curatore, si confronteranno sul tema prescelto e realizzeranno i loro taccuini.
Il workshop segue un modello “input-elaborazione-output” e si articola nelle seguenti fasi:

  • Confronto critico e dibattito sul tema del workshop
  • Elaborazione e definizione dell’idea
  • Realizzazione e presentazione del taccuino

I partecipanti

Possono partecipare al workshop studenti e giovani talenti creativi di diversa formazione. Più è eterogeneo il gruppo, più sarà interessante il lavoro.

Mostra

La mostra

La mostra è la prima occasione di condivisione ed estensione del dibattito al di fuori del gruppo di lavoro. Si tratta di un momento fondamentale per le attività del workshop: grazie alla mostra, infatti, i partecipanti possono interagire e confrontarsi con un pubblico esterno, allargando i confini del dibattito e potenziando l’esperienza di elaborazione critica. I taccuini realizzati dai partecipanti sono esibiti all’interno di una galleria locale, accompagnati dai taccuini della collezione online. La mostra può essere allestita subito dopo il workshop o successivamente, per consentire ai curatori di organizzarla al meglio. L’allestimento della mostra, in collaborazione con l’organizzazione che la ospita, è infatti parte integrante delle attività del workshop e rappresenta un’ulteriore occasione di confronto e acquisizione delle competenze curatoriali di base.

Comunità

La comunità

Uno dei principi fondanti del format è la creazione di una comunità AtWork. Attraverso il gruppo AtWork su Facebook, i partecipanti possono connettersi a una più ampia rete internazionale e trans-culturale di individui accomunati dagli stessi interessi e avere uno spazio dove condividere esperienze, pratiche e idee.

Gli studenti possono decidere di donare i taccuini realizzati durante il workshop a lettera27, adottando una licenza Creative Commons. I taccuini entrano quindi a far parte della collezione (sia fisica che online) di lettera27, sostenendo in tal modo le attività della Fondazione e le future iniziative di AtWork. Raccogliendo le proposte creative emerse durante le varie esperienze di AtWork, la collezione online costituisce una preziosa fonte di ispirazione per i giovani talenti di tutto il mondo. Far parte della collezione rappresenta inoltre, per i partecipanti, un’opportunità unica per esibire i propri lavori accanto a quelli di artisti contemporanei già affermati, senza alcuna gerarchia tra le opere in mostra. Questo approccio orizzontale è alla base dell’intera esperienza di AtWork e consente ai partecipanti di oltrepassare i confini della loro dimensione locale e accedere a uno spazio di confronto internazionale con un pubblico ampio e variegato.

Le immagini della collezione di lettera27 sono pubblicate con licenza libera Creative Commons (CC BY-SA), che ne consente l’uso a due condizioni: che venga riconosciuta la paternità dell’opera all’autore e che ad ogni opera derivata venga attribuita la stessa licenza dell’originale. La licenza Creative Commons rappresenta una preziosa occasione di sperimentazione, una piattaforma di conoscenza in modalità share, remix, reuse legally, all’interno della quale il pubblico è al contempo user, contributor e stakeholder.

AtWork è un format flessibile, adattabile ed efficiente dal punto di vista economico. Il workshop dura dai 3 ai 5 giorni e può facilmente integrarsi con un percorso formativo già esistente. AtWork funge inoltre da elemento di connessione tra l’attività formativa e l’offerta culturale e artistica propria di uno spazio espositivo.

Ad oggi, lettera27 ha realizzato sette capitoli del format AtWork, in collaborazione con organizzazioni culturali locali, coinvolgendo oltre 200 partecipanti.

 

Concepito come un format aperto, AtWork viene continuamente riadattato e realizzato da varie organizzazioni culturali in tutto il mondo. Gli studenti finora coinvolti nella riproposizione del progetto sono stati 300. Abbiamo chiamato questa sorta di “spin-off” del format AtWork Lab.

L’idea di AtWork (di Simon Njami)

“Ciò che propone AtWork non è l’insegnamento di inutili teorie astratte, basate su relazioni verticali tra docente e allievo, ma l’idea che la conoscenza è una cosa viva. Non un elemento esterno che viene ad illuminarci, ma un riconoscimento, ossia una presa di coscienza di ciò che, senza saperlo o concettualizzarlo, abbiamo già dentro di noi, nascosto nel nostro animo: vale a dire, ciò di cui abbiamo bisogno per pensare l’universo visibile e invisibile. Non abbiamo niente da insegnare a nessuno: “La luce che permette di incontrare l’altro da sé, me lo fa incontrare come se questo venisse già da me stesso. La luce, la chiarezza: è proprio questo l’intelligibilità; essa fa derivare tutto da me, riduce ogni esperienza ad un dato di reminiscenza. La ragione è sola. E in questo senso, la conoscenza non incontra mai nel mondo qualcosa di autenticamente altro” (Emmanuel Lévinas). Questa luce che ognuno porta dentro di sé chiede solo di poter emergere e il nostro ruolo, supponendo di avere i mezzi intellettuali e umani necessari, è quello di favorire la rivelazione e il fiorire di questa luce […].
Immagino l’esperienza di AtWork come una grande università fuori dalle mura, dove sia possibile assistere al confronto di idee, esperienze e contesti. Il nostro obiettivo non è quello di arrivare a un’uniformazione delle teorie sull’arte e sulla creazione, cosa che è ben lontana dai nostri intenti, ma di creare piuttosto una risonanza che permetta di rendere pertinenti alcuni strumenti anche al di fuori di un contesto specifico. Non parliamo dunque di apprendimento, nel senso accademico e convenzionale del termine, ma piuttosto di conoscenza, di scambio, di scoperte che avvengono sul piano del sensibile e dell’umano, lontano da ogni pretesa di obiettività […].
AtWork intende dare spazio a questo idealismo che attiva il carattere solitario della ragione, aiutando gli altri a pensare il mondo da sé e dentro di sé. Non esiste – l’abbiamo capito da tempo – alcuna obiettività. Esistono soltanto delle volontà di potenza più o meno riconosciute. La fiamma della ragione vacilla. E spetta a noi rianimarla. È l’ambizione del nostro modesto contributo”.

Leggi il testo integrale qui

“Non abbiamo niente da insegnare a nessuno […]. Questa luce che ognuno porta dentro di sé chiede solo di poter emergere e il nostro ruolo, supponendo di avere i mezzi intellettuali e umani necessari, è quello di favorire la rivelazione e il fiorire di questa luce”

Simon Njami

Lettera27

lettera27 è una fondazione senza scopo di lucro nata a luglio 2006. La sua missione è quella di sostenere il diritto all’alfabetizzazione e all’istruzione e favorire l’accesso alla conoscenza e all’informazione, con particolare attenzione all’Africa e al dibattito critico sviluppatosi intorno al continente africano sia in Europa che nel resto del mondo.
Le principali aree di intervento di lettera27 sono tre: 1) arte e cultura come strumenti di trasformazione sociale; 2) formazione innovativa; 3) cultura sostenibile. La Fondazione lavora in partnership con altre associazioni culturali per progettare iniziative e format replicabili e sostenibili, adottando un approccio intersettoriale fondato sulla condivisione del valore.

www.lettera27.org

Download documenti

AtWork credits

  • AtWork è un format di
    lettera27 e Simon Njami

    Advisor
    Simon Njami

    Curatrice (2010-2013)
    Katia Anguelova

    Implementazione programma
    lettera27

    Progetto grafico e web design
    Zetalab, Paper Plane

    Fotografie dei taccuini
    Lucio Lazzara, Eleonora Quadri

     

  • Video
    Alice Crippa, Traipler

    Traduzioni
    Laura Giacalone (inglese-italiano),
    Coquelicot Mafille (italiano-francese)

    Curatrice di una selezione dei concept dei taccuini di AtWorker
    Raffaella Carillo

    Email
    info@lettera27.org

    Con il sostegno di
    Schermata 2016-03-10 alle 16.02.06

Ringraziamenti

Un grazie speciale a tutti gli artisti, gli studenti, gli autori dei testi, e a tutti gli amici e collaboratori che ci hanno sostenuto e hanno reso AtWork possibile: Luca Corrieri, Fabio Di Liberto, Roberto Di Puma, Michela Dossi, Corina Macnovit, Luca Mariani, Katia Nicita, Giovanni Pesce, Consuelo Romeo, Micol Rossini, Domenico Ruggero, Maria Sebregondi, Monica Tarabini, Silvia Trenta.

Un grazie di cuore a tutte le persone che hanno sostenuto la realizzazione della nostra campagna per la realizzazione di AtWork Addis Abeba su Kickstarter:
Aiko Terao, Aleksandra Zalewska, Alessandra Di Maio, Alessia, Alessia Casini, Alex Lexi Read, Alexander Laich, Alice Jasmine Crippa, Alice O, Allegra Bordoni, Anna Jäger, Anna Meneguzzo, Antje Majewski, Antonia de Ceglia, Arnaud Cohen, Aureile Lagarde, Barbara Badioli, Beth Viner, Brian Wilk, Camilla, Camilla Catania, Carlos Sandoval, Carola, Caterina Corsini, Caterina Grimaldi, Chan Thim Yung, Clara Ursitti, Coquelicot, Cristiano Taglioretti, Cristina Preatoni, David Butler, David Bychkov, Delio Jasse, Elena Galliani, Elena Korzhenevich, Eleni, Elide Brunati, Elisa Cambioli, Elisa Campanaro, Elise Billiard, Elizabeth Valleau, Ellen Gianesin, Ennio Polito, Enzo Cereda, Federico Di Puma, Federika, Fiona, Francesco Franceschi, Franziska Baetcke, Fred Kuwornu, Gaia Blandina, Gbaguidi, Giada Cioffi, Giancarlo Gianesin, Ginny, Gio Pesce, Giorgio Brenna, Giulia Brivio, Giulio Scialpi, Guido Romeo, Henrike, Hilmar Isaksen, Ilaria Fruscio, Indiana Production Company SRL, Intrinsic Games, Isdahl, James Lucie, Jeffrey Dettmann, Jellel Gastel, Jimmy Robert, Joelle, John Stein, Kara, Karen Milbourne, Laura, Laura Toubale, Letizia Schmid, Lidia Dal Cengio, Lorenza Daverio, Luca Barnabé, Luca Immovilli, Lynette Bushuyu, Maddalena De Ferrari, Majken Sander, Maren Sanneh, Maria Barberi, Maria de Ceglia, Maria Ellis, Maria Sebregondi, Marie-Ann Yemsi, Marina Mottin, Marina Spadafora, Martina Simeti, Martino Galbusera, Mary Cinque, Massimo Gonzo, Matilde, Matt Garo, Matthias Reichwald, Maura, Maura Ferzi, Mauro Da Pozzo, Max Tuncar, Mercedes Vilardell, Michela, Michèle Reymond, Mikaela Zyss, Missla Libsekal, Monica, Mouna Karray, Myanna, Nadine Lopez, Nation 25, Nicolò Massazza, Paola Miglio, Paola Pace, Paolo Boccardi, Patrizia Campanaro, Paul Sader, Pierluigi, Pietro Gonzo, Raffaele Bellezza, Raffaella Carillo, Ricky Hartung, Roberto di Puma, Rose Mbogho, Rossella Zanelli, Rosticher Nathalie, Serena Salvione, Silvia, Silvia Mazzucchelli, Silvia Salvadori, Silvia Vercelli, Siri Sauvage, Souley, Stefan Brall, Stellafbb, Steven V-l Lee, Tammah, Tania Gianesin, Theophilus Marboah, Touria El Glaoui, Valentina, Valentina Gonzo, Veronica Taglioretti, Victoria, Walter Terzini, Wilbur E. Jordan, Jr., Witold Zyss, Wunmi, Xaviera Simmons and The Kitchen, Zosia Swidlicka

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